Come un grande cantante dopo uno dei suoi cavalli di battaglia, Jonas Vingegaard si ripete e, dopo l’assolo di ieri, consegue un’altra vittoria in solitaria sul traguardo di Colombier-le-Vieux, mettendo il lucchetto alla sua maglia gialla e chiudendo ogni tipo di discorso per quanto riguarda la classifica generale. Certo, mancano ancora due tappe insidiosissime come l’arrivo in salita di Auron e la sempre temutissima Nizza-Nizza, ma pensare che Dani Martinez, secondo della generale, possa recuperare 3’22” al Re Pescatore obbiettivamente è fantascienza. Anzi è più probabile che il capitano della Visma nelle prossime frazioni aumenti ancora il suo vantaggio sugli avversari, spinto dalla sua fame atavica di successi, cercando altre vittorie parziali da aggiungere, oltre alla già citata maglia gialla, anche a quella verde della classifica a punti e a quella a pois della classifica dei GPM. Inoltre, per non farsi mancare proprio nulla, il danese oggi ha conquistato pure il dorsale rosso, ovvero il premio della combattività, per via del suo attacco lanciato a 30 km dal traguardo, in prossimità della cima dell’unica salita di 1° categoria di giornata, la breve ma ripidissima Côté de Saint-Jean-de-Muzols, lunga 2,2 km con una pendenza media dell’11% e massima del 16%.
Dietro tanta bagarre fra gli altri uomini di classifica, con Lenny Martinez e Vauquelin che hanno tentato miriadi di attacchi per cercare di recuperare posizioni in classifica, e Daniel Martinez e Georg Steinhauser, rispettivamente 2° e 3° della generale (con quest’ultimo che veste pure la maglia bianca di miglior giovane) che sono riusciti a difendersi egregiamente e a non concedere secondi ai loro avversari per il podio. L’unico che è riuscito a guadagnare qualcosa su questi, oltre ovviamente a Vingegaard, è stato Valentin Paret-Peintre, che, pure con un ritardo abissale dal vincitore di giornata di 2’02”, ha concluso la tappa in seconda posizione, con un vantaggio di 18” sul drappello di Daniel Martinez e Steinhauser, regolato da Harold Tejada, che chiude il podio di giornata con ben 2’20” dal vincitore.
Una situazione di classifica surreale quella che si delinea dopo appena 5 tappe della Parigi Nizza, con il capitano della Visma che conduce con ben 3’22” su Daniel Martinez e 5’50” su Steinhauser, distacchi che spesso neanche alla fine di un Grande Giro, dopo tapponi di oltre 5000 metri di dislivello, si maturano. Eppure, in quest’epoca ciclistica piena di fuoriclasse assoluti, ogni gara, anche quelle un tempo considerate secondarie, sono agognati obiettivi di questi cannibali delle due ruote che, quando attaccano il numero alla loro divisa per disputare una corsa, lo fanno per vincere. E così, quando mancano ancora tre tappe, tra cui le due alla vigilia più dure, l’unico dubbio rimasto da sciogliere, salvo incredibili sorprese, è quello riguardante la maglia bianca e il gradino più basso del podio, contesi da Steinhauser e Vauquelin, col primo che ha un margine di 19” sul francese della INEOS.
ORDINE DI ARRIVO
1 Jonas Vingegaard 04:29:01
2 Valentin Paret-Peintre 02:02
3 Harold Tejada 02:20
4 Lenny Martinez
5 Ion Izaguirre
6 Daniel Felipe Martinez
7 Kevin Vauquelin
8 Georg Steinhauser
9 Mathys Rondel
10 Marc Soler
Articolo di Cesare Fabrizi
