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MILANO-TORINO: STORIA,, PRESENTAZIONE E FAVORITI

Presentazione corsa 17/03/2026
MILANO-TORINO: STORIA,, PRESENTAZIONE E FAVORITI

 

Silenzio, Leggenda, Magia, Tragedia. Questa è Superga per noi. Noi che abbiamo affrontato ognuno dei nostri giorni con Superga davanti agli occhi, con Superga dentro le viscere, dentro i nervi, dentro il cuore.

Superga di turisti che salgono in auto o con la “Dentiera” (la ferrovia a scartamento ridotto che da Torino porta fin lassù) per osservare un panorama davvero unico. Superga di ciclisti che vanno su zigzagando lenti, imprecando contro il mondo e contro loro stessi e la maledetta idea che quel giorno li ha spinti a faticare fino lì, invece di riposarsi sui loro comodi divani, che stanno in quelle case che si vedono nella città che si sdraia laggiù, tra i monti ancora imbiancati, le colline ed i fiumi.

Riposarsi, altro che spingere sui pedali! Riposarsi, magari con la Tv accesa che trasmette la Corsa che ogni anno arriva proprio lassù.

Ma chi ha l’ardire di chiamarla semplicemente corsa, questa? Una Leggenda! Questo è! Che dura da centocinquant’anni, ovvero dal 25 maggio 1876, quando otto Eroi in velocipede partirono da Porta Magenta a Milano alle quattro del mattino, per raggiungere “la barriera di Porta Milano” a Torino centocinquanta chilometri e mille vicissitudini dopo. Vinse tale Paolo Magretti, studente milanese e poi entomologo di fama internazionale. Ci impiegò dieci ore e nove minuti, alla media che oggi parrebbe ridicola anche per un cicloamatore di 14,7 chilometri orari. Secondo giunse Carlo Ricci Garibaldi staccato di sei minuti, e terzo Bartolomeo Balbiani a dodici minuti.

Una Leggenda vera che ebbe vicissitudini travagliate che portarono alla sua sospensione per lunghi periodi, oltre a quelli bellici (dal 1877 al 1893, dal 1897 al 1902, dal 1906 al 1910 e, in tempi più recenti, dal 2008 al 2011) e che racconta infinite storie come quella di Giovanni Gerbi, il “Diavolo Rosso” cantato dal suo concittadino astigiano Paolo Conte, che nel 1903 giunse al traguardo quando esso non era ancora stato montato: gli organizzatori avevano stimato una corsa di cinque ore e mezzo, e lui ne impiegò poco più di quattro cogliendo di sorpresa tutti, compresi gli stessi organizzatori e i giudici di gara che, non essendo sul posto, non volevano sulle prime consegnargli il trofeo previsto per il vincitore.

Una Leggenda che, dopo un secolo e mezzo, torna domani ancora una volta: centocinquanta chilometri pressoché piatti e poi la prima ascesa di 4,3 chilometri fino al bivio per Baldissero (9,1% la pendenza media), discesa attraverso la “Strada Panoramica” verso Sassi e risalita verso il Colle (4,9 km, pendenza media sempre del 9,1% con punte del 14%) fino all’arrivo posto sul piazzale della Basilica che in un nebbioso pomeriggio del maggio 1949 vide lo schianto della squadra italiana di calcio più forte di sempre.

Chi sarà il successore di Isaac Del Toro (mai cognome fu più azzeccato) trionfatore nel 2025, in un albo d’oro che vede tra gli altri i nomi prestigiosi del primo “Campionissimo” Girardengo (che la vinse ben cinque volte!), di Magni, di Kubler, di Motta, di Bitossi, di Saronni, di Moser, di De Vlaeminck, di Bugno, di Jalabert, di Bartoli, del “pistolero” Contador, di Roglic e di Cavendish, tanto per citarne alcuni?

Purtroppo, schiacciata com’è nella settimana che anticipa la Milano-Sanremo di sabato prossimo, la più antica delle classiche non avrà ai nastri di partenza un parterre de rois pari alla sua storia leggendaria, ma tant’è. A chi ha scelto di essere presente andrà comunque la nostra più calorosa dose di applausi.

 ✒️ WalterPanereau

FAVORITI

⭐⭐⭐⭐⭐ Tom Pidcock, Primož Roglič

⭐⭐⭐⭐ Jan Christen, Tobias Halland Johannessen, Derek Gee-West, Michael Storer

⭐⭐⭐ Giulio Pellizzari, Cian Uijtdebroeks, Paul Double

⭐⭐ Lorenzo Fortunato, Benoît Cosnefroy

⭐Einer Rubio, Magnus Cort, Jonas Abrahamsen

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📷 Pio Valerio Mautone con AL