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MILANO-SANREMO 2026: storia, percorso, startlist e favoriti

Presentazione corsa 20/03/2026
MILANO-SANREMO 2026: storia, percorso, startlist e favoriti

Sabato 21 marzo 2026 alle ore 10:10, da Pavia, prenderà il via la 117º edizione della Milano-Sanremo, la Classicissima di Primavera, prima Monumento della stagione e appuntamento immancabile per gli appassionati di ciclismo di tutto il mondo.

STORIA

La storia della Milano-Sanremo, conosciuta anche come la “Classica di Primavera” o la “Classicissima”, inizia nel 1906, quando la Gazzetta dello Sport organizzò una competizione automobilistica lungo il percorso Milano-Sanremo. La gara, suddivisa in due tappe (Milano–Acqui e Acqui–Sanremo), fu un parziale insuccesso: delle trentatré vetture al via ne arrivarono soltanto due, a causa delle condizioni del percorso. L’anno successivo, il giornalista Tullo Morgagni, già ideatore del Giro di Lombardia, propose di utilizzare lo stesso tracciato per una corsa ciclistica. Con l’approvazione del direttore della Gazzetta, Eugenio Costamagna, e l’organizzazione di Armando Cougnet, il 14 aprile 1907 si disputò la prima edizione ciclistica. Alla partenza, all’Osteria della Conca Fallata di Milano, si presentarono 33 corridori sui 62 iscritti. La gara, lunga 281 km, si corse sotto pioggia e freddo, e fu vinta dal francese Lucien Petit-Breton alla media di 26,2 km/h. L’edizione del 1909 segnò la prima vittoria italiana con Luigi Ganna. La Milano-Sanremo del 1910 entrò nella leggenda: condizioni meteorologiche estreme ridussero i sessanta partenti a soli sette arrivati, con il francese Eugène Christophe vincitore, convinto di aver sbagliato strada. Negli anni ’20 e ’30 emerse il primo grande simbolo italiano della corsa, Costante Girardengo, l’“Omino di Novi Ligure”, che vinse sei edizioni tra il 1918 e il 1928 e arrivò per undici volte tra i primi tre. Seguirono le epoche di Alfredo Binda e Learco Guerra, con vittorie alternate tra i due e momenti di grande rivalità. Gli anni ’30 e ’40 furono segnati dal celebre duello tutto italiano tra Gino Bartali (vincitore nel 1939, 1940, 1947 e 1950) e Fausto Coppi (vincitore nel 1946 e 1949), con epiche volate e arrivi leggendari, come quello commentato da Niccolò Carosio nel 1946: “Primo Fausto Coppi. In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo”. Dopo i successi di Loretto Petrucci nel 1952 e 1953, seguì un periodo di sedici anni senza vittorie italiane. Nel 1960 fu introdotta la salita del Poggio di Sanremo, mentre nel 1965 il percorso fu modificato con la salita di Ponte di Merlo, sperimentazioni pensate per limitare il dominio dei velocisti stranieri, senza ottenere grandi risultati. Nel 1966 iniziò l’era di Eddy Merckx, il “Cannibale”, che vinse la Milano-Sanremo sette volte, stabilendo il record assoluto di vittorie in una classica monumento. La prima vittoria di Merckx fu straordinaria, con una volata lunghissima che lasciò dietro campioni come Raymond Poulidor, Herman Van Springel, Michele Dancelli e Franco Balmamion. Nel 1970 l’egemonia straniera si interruppe con la vittoria italiana di Michele Dancelli, frutto di una memorabile fuga solitaria. Negli anni ’90 la gara non ebbe un dominatore assoluto, fino al 1997, quando il potente velocista tedesco Erik Zabel vinse quattro edizioni (1997, 1998, 2000 e 2001) e due secondi posti consecutivi. Nel nuovo millennio, gli italiani tornarono a primeggiare con Mario Cipollini (2001), Paolo Bettini (2003, podio tutto italiano con Mirko Celestino e Danilo Di Luca), Alessandro Petacchi (2005) e Filippo Pozzato (2006). Successivamente, fino al 2010 circa, le vittorie furono dominate dagli stranieri: Matthew Goss (2011), Simon Gerrans (2012), Gerald Ciolek (2013), prima vittoria per un team africano) e Arnaud Démare nel 2016. L’Italia tornò a sorridere nel 2018 con Vincenzo Nibali, in una vittoria rimasta iconica. Partito come figura anonima e gregario del compagno Sonny Colbrelli (nono al traguardo), Nibali seguì l’attacco di Neilands a circa 7 km dalla conclusione, allungando sulla cima del Poggio. In discesa si involò in solitaria, pennellando curve perfette e resistendo al ritorno del gruppo: una prova di classe assoluta, tattica e tecnica da campione puro. Negli anni successivi la Milano-Sanremo ha visto vari vincitori: nel 2020 trionfò Wout van Aert, mentre nel 2022 Matej Mohorič conquistò la vittoria con uno straordinario attacco nella discesa del Poggio. Nel 2023 Mathieu van der Poel si impose davanti a Filippo Ganna e Wout van Aert, dando inizio a un duello epico che si ripeté nel 2024 con la vittoria di Jasper Philipsen (terzo Tadej Pogacar) e nel 2025, quando Van der Poel prevalse nuovamente davanti a Ganna e Pogacar. Questo triello sta scrivendo pagine memorabili della Classicissima, con Pogacar alla costante ricerca del suo primo trionfo alla Milano-Sanremo.

 

PERCORSO

Nel 2026 la Milano-Sanremo continua il suo nuovo corso: la partenza non è più nel cuore di Milano, ma a Pavia, scelta ormai consolidata dopo le edizioni precedenti. Una decisione che segna un cambiamento storico per la Classicissima, ma che non intacca l’essenza della corsa più lunga e imprevedibile del calendario WorldTour. La distanza resta quella che fa selezione prima ancora delle salite: quasi 290 chilometri che trasformano la gara in una prova di resistenza mentale oltre che fisica. La prima parte è un lungo viaggio verso il mare, pianeggiante e solo apparentemente tranquillo. È una fase in cui si costruisce la tensione, si formano le fughe e le squadre dei favoriti iniziano a prendere posizione. Il primo simbolo della giornata è il Passo del Turchino (circa 2,4 km al 5,3%). Non è più il giudice supremo della corsa come accadeva nei decenni passati, ma rappresenta ancora il momento in cui la Milano-Sanremo cambia volto: dalla pianura si passa alla Liguria, dall’entroterra al mare. Dopo la discesa verso Genova, la corsa si distende lungo la costa. Qui inizia una fase logorante e nervosa. Attraversando località come Savona e Albenga, il gruppo affronta i Tre Capi: Capo Mele (circa 1,9 km al 3,7%), Capo Cervo (circa 1,7 km al 2,8%) e Capo Berta (circa 2,0 km al 6,7%), salite brevi ma capaci di aumentare il ritmo e consumare energie preziose in vista del finale. Come sempre, tutto si decide negli ultimi trenta chilometri. La Cipressa rappresenta il primo vero trampolino per chi vuole evitare uno sprint di gruppo: 5,6 km al 4,1% di pendenza media. Non è durissima, ma a quel punto di gara pesa il doppio. Qui si capisce se i velocisti avranno ancora compagni a disposizione o se la corsa inizierà a esplodere. Poi arriva il momento più atteso: il Poggio di Sanremo, 3,7 km al 3,7% con punte che superano l’8% nel tratto centrale. È una salita breve, irregolare, apparentemente innocua nei numeri ma micidiale nella realtà. Si sale a tutta, si scollina con pochi secondi di margine e si affronta una discesa tecnica dove coraggio e tecnica possono valere più delle gambe. Gli ultimi chilometri a Sanremo sono una questione di calcoli e sangue freddo. Dopo le due curve secche che immettono su Via Roma, resta soltanto un rettilineo di 750 metri che assegnerà la prima Monumento della stagione.

 

STARTLIST E FAVORITI

I riflettori della Milano-Sanremo 2026 saranno puntati soprattutto su Tadej Pogačar, Mathieu van der Poel e Filippo Ganna, tre corridori che partono come i principali favoriti per la Classicissima. Per lo sloveno della UAE Team Emirates – XRG potrebbe davvero essere l’anno giusto per conquistare una corsa che gli è sempre sfuggita: al suo fianco una squadra profondissima con Isaac Del Toro, Brandon McNulty, Felix Großschartner e Florian Vermeersch, pronti a rendere la corsa durissima già da Capo Mele. Il grande rivale sarà ancora una volta Mathieu van der Poel, che guiderà una Alpecin-Premier Tech ricca di alternative con Jasper Philipsen e Kaden Groves, opzioni ideali in caso di arrivo veloce. Attenzione anche a Filippo Ganna, leader della INEOS Grenadiers, che con il suo passo può fare la differenza sulla Cipressa e nel tratto finale, supportato da corridori esperti come Michał Kwiatkowski, Ben Turner e il giovane talento Joshua Tarling. Tra gli altri uomini più attesi spicca Wout van Aert, alla guida del Team Visma | Lease a Bike, affiancato da Christophe Laporte, Matthew Brennan e Matteo Jorgenson, una formazione completa e pronta a interpretare ogni scenario di corsa. Anche la Soudal Quick-Step si presenta con diverse carte interessanti, tra cui Jasper Stuyven, Maximilian Schachmann e il giovane Paul Magnier, mentre la Lidl - Trek punta su corridori resistenti come Giulio Ciccone e Mathias Vacek, ma anche sull’esplosività di Mads Pedersen. La Bahrain Victorious si affida all’esperienza e all’estro di Matej Mohorič, vincitore nel 2022, supportato da Damiano Caruso, mentre la Movistar Team propone un blocco versatile con Iván García Cortina, Orluis Aular e Jon Barrenetxea. La EF Education - EasyPost punta su corridori aggressivi come Michael Valgren e Mikkel Frølich Honoré, affiancati da Marijn van den Berg per un eventuale finale veloce. Tra le squadre pronte a inserirsi nella lotta per la vittoria figura la XDS Astana Team, con Alberto Bettiol, Davide Ballerini e Mike Teunissen, mentre la Uno-X Mobility può contare su corridori esplosivi come Magnus Cort, Jonas Abrahamsen e Søren Wærenskjold. La Groupama - FDJ United si affida al talento di Romain Grégoire, mentre la Lotto Intermarché schiera Jenno Berckmoes e Georg Zimmermann, pronti a muoversi nelle fasi decisive. Occhi puntati anche su Tom Pidcock, leader della Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team, affiancato da Quinten Hermans e Fred Wright, corridori capaci di accendersi sulle salite finali. La Tudor Pro Cycling Team porta invece l’esperienza di Julian Alaphilippe, mentre la Cofidis si affida alla velocità di Bryan Coquard e alla completezza di Alex Aranburu. Completano il quadro squadre pronte a cogliere ogni opportunità come la Red Bull - BORA - hansgrohe con il giovane italiano del momento Giulio Pellizzari e Danny van Poppel, il Team Jayco AlUla con Mauro Schmid, il Team Picnic PostNL con John Degenkolb e Frank Van Den Broek. Presente anche Biniam Girmay che insieme a Corbin Strong guiderà il NSN Cycling Team. Chiude il quadro la Decathlon CMA CGM Team, con Paul Lapeira e Tobias Lund Andresen in grande forma e pronto a inserirsi in un eventuale sprint di gruppo. Con un campo partenti così ricco e variegato, la Milano-Sanremo 2026 si preannuncia aperta e spettacolare: tra attacchi sulla Cipressa, scatti sul Poggio e  chissà magari corsa dura già sul Passo del Turchino. 

 

☆☆☆☆☆ Tadej Pogačar

☆☆☆☆ Mathieu van der Poel, Filippo Ganna

☆☆☆ Tom Pidcock, Romain Grégoire, Isaac Del Toro

☆☆ Wout Van Aert, Matthew Brennan, Jasper Philipsen, Mads Pedersen 

☆ Giulio Pellizzari, Tobias Lund Andresen, Paul Magnier, Matej Mohoric, Julian Alaphilippe

𝐎𝐮𝐭𝐬𝐢𝐝𝐞𝐫: Michael Valgren, Matteo Jorgenson

𝐒𝐨𝐭𝐭𝐨𝐭𝐨𝐧𝐨: Søren Kragh Andersen, Alberto Bettiol

 

✍🏻: Iacopo Salvatori

📸: Pio Valerio Mautone - piviemmeconcept