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Tutti pazzi per Seixas, ma potrebbe esserci un problema che nessuno dice


Il baby talento francese Paul Seixas incanta tutti, ma un BMI al limite e una statura fuori standard sollevano dubbi sulla sua tenuta nel ciclismo moderno.

Altro 23/04/2026
Tutti pazzi per Seixas, ma potrebbe esserci un problema che nessuno dice

Paul Seixas, il baby fenomeno francese classe 2006 che tanto ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi e che è già idolatrato dagli abitanti dell’esagono, porta sulle sue spalle le grandi responsabilità che tutti gli stanno attribuendo.

Per molti, il giovane scalatore è l’erede designato per battere Tadej Pogacar e, dalla sua, il ciclocrossista della Decathlon ha sicuramente un vantaggio: ben 8 anni in meno rispetto al campione del mondo. Tuttavia, c’è un altro dato molto importante di cui nessuno sta parlando e che potrebbe fare la differenza.

Infatti, il fresco vincitore della Freccia Vallone ha una caratteristica fisica che potrebbe limitarlo nella sua carriera: l’altezza. Molti si chiederanno cosa c’entri questo aspetto con le sue prestazioni, ma in realtà conta più di quanto si possa pensare. Il vincitore del Tour de l’Avenir 2025 misura ben 186 centimetri, un’altezza inusuale per gli scalatori, che di solito si aggirano tra 170 cm e 177 cm. Certo, non mancano le eccezioni: basti pensare a Chris Froome, Miguel Indurain o al più recente Ben O’Connor, con i suoi 188 centimetri.

Al di là delle eccezioni, però, un atleta più alto, per essere competitivo in salita, sarà costretto a mantenere un peso corporeo estremamente basso, con rigide limitazioni a livello alimentare. Ovviamente, il ciclismo moderno sa benissimo come gestire queste situazioni, visto il grande lavoro che ruota attorno ai corridori con nutrizionisti, medici, cuochi… ma rimane comunque un aspetto da non ignorare.

Mi sono divertito a calcolare quale fosse l’attuale BMI (indice di massa corporea) di Paul Seixas. Secondo una semplice app che tiene conto solamente di età, sesso, peso e altezza (per il francese: 19 anni, uomo, 64 chilogrammi e 186 centimetri), il risultato stimato indica che il baby fenomeno rientra appena nei limiti del “normopeso” e che anche un etto in meno lo farebbe scendere nella fascia del “sottopeso”.

Ovviamente si tratta di una stima approssimativa, che considera solo pochi parametri: un calcolo più accurato dovrebbe includere elementi come la massa ossea, la percentuale di grasso corporeo e la sua distribuzione. Tuttavia, questo dato offre una prima idea della dieta ferrea e dell’attenzione maniacale al peso che il corridore della Decathlon deve mantenere.


Come potrebbe incidere tutto ciò?

Un altro atleta che ha affrontato una problematica simile è stato Tom Dumoulin, campione del mondo a cronometro nel 2017 e vincitore, nello stesso anno, del Giro d’Italia. Anche lui ha dovuto fare i conti con la sua statura (185 cm). Dumoulin non è riuscito a protrarre avanti il suo periodo di massimo rendimento per molti anni e ha avuto un ritiro relativamente precoce, dovuto a una combinazione di fattori: esaurimento mentale, infortuni fisici persistenti e una profonda disillusione verso il ciclismo moderno.

Non voglio sostenere che la causa principale sia stata l’altezza, anche perché non ho le competenze e conoscenze per affermarlo, ma è plausibile che possa essere stata uno dei fattori che hanno contribuito allo stress dell’atleta.

Tornando alla domanda iniziale, questa incessante “lotta” tra peso e altezza potrebbe rivelarsi il vero ago della bilancia: non solo accorciare il suo periodo di massimo splendore, ma anche logorarlo fisicamente e mentalmente, influenzando in modo concreto il destino della sua carriera.

 

 

โœ๐Ÿป: Iacopo Salvatori 

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