Doveva essere la prima di una due giorni di battaglie infuocate, invece oggi gli uomini di classifica si sono risparmiati, tenendo le energie per domani. È così che, ancora una volta, la fuga arriva in porto e Eddie Dunbar, della Pinarello Q36.5 ottiene la sua terza vittoria in carriera nella corsa spagnola, mettendo la ciliegina sulla torta a una straordinaria prova di squadra, con i suoi compagni Gloag e Camprubì rispettivamente terzi e quinti. Una giornata che è stata all’inizio scoppiettante, con molti big che, ancora lontani dal traguardo, hanno attaccato per mettere in difficoltà i rispettivi avversari: la condotta di gara più aggressiva, ancora una volta, la ha avuta Richard Carapaz, che ha tentato un attacco in discesa a circa 100 km dal traguardo, facendo leva sul suo gregario Rafferty che era in avanscoperta; purtroppo quest’ultimo ha avuto un problema meccanico che ha rotto le uova nel paniere agli EF e così il piano della Locomodora del Carchi è stato annullato. Da lì il nulla, con attorno agli 80 km dal traguardo la fuga di giornata che parte, con 16 uomini, dei quali il più accreditato per la vittoria è l’onnipresente Buitrago, che sta cercando in tutti i modi di vincere una frazione in questa Vuelta. Da lì il plotone si è fermato, con la fuga che ha attaccato l’ultima salita con circa 7 minuti di vantaggio. Sì è ben presto capito che avremmo avuto due lotte in una: quella per la vittoria di tappa e quella per la generale ma, mentre davanti i fuggitivi si sono dati battaglia, con Pau Miquel a lavorare in funzione di Buitrago e con i 16 che rimangono in 4 (col colombiano anche Dunbar, Gloag e Berrade), dietro nel gruppo maglia roja assistiamo a una serie di scelte molto discutibili. Prima la Red Bull di Roglic prende in mano l’iniziativa all’imbocco della salita conclusiva, senza però riuscire a selezionare più di tanto il plotone, tanto che i tori rossi tedeschi verranno rilevati in cima al gruppo dai Movistar di Mas, poi ci riprova la EF di Carapaz, con Juan Felipe Rodriguez a dettare il ritmo, scelta senza un vero senso logico: l’ecudoriano è quarto in classifica generale con ben 2’16” di ritardo da Gall che è terzo. Una mossa del genere sarebbe stata sensata se fatta o quando mancavano più chilometri al termine della frazione o se Carapaz avrebbe ancora potuto vincere la frazione, condizioni che mancavano entrambe. Nel frattempo Buitrago, quando mancava poco più di 1 km dalla meta, scatta secco e sembra involarsi verso il successo, ma Dunbar, con calma, risponde all’affondo del colombiano e, prendendo il corridore della Bahrain come punto di riferimento riesce poco alla volta a ricucire il ritardo sull’ultimo duro chilometro e, una volta raggiunto il diretto rivale, lo stacca e si invola verso la vittoria. Dietro, al termine di qualche aziona estemporanea soprattutto da parte di Roglic e Omrzel, i primi 5 della generale giungono al traguardo insieme con lo stesso tempo, mentre proprio Omrzel, dopo aver provato a recuperare qualche secondo, perde 6” dai 5 uomini davanti a lui nella generale. Giornata che non cambia molto nella top 10 della classifica con Skjelmose che perde un’altra posizione a favore di Cristian Rodriguez (ora è nono) ed Enric Mas che è a solo una frazione dal conquistare la tanto agognata Vuelta, dopo aver già ottenuto gli scorsi anni tre secondi posti e un terzo posto. Una tappa deludente, che ha fatto insorgere i fan di Pogacar, convinti che il campione del mondo, anche in una situazione di netto vantaggio, avrebbe continuato ad attaccare e a rendere interessanti le tappe con tanto dislivello: infatti, durante la diretta di Eurosport, in molti, fra cui in commentatori, si sono lamentati di una condotta troppo conservativa e soporifera degli uomini di classifica.
Ordine di Arrivo
1 Eddie Dunbar 05:00:54
2 Santiago Buitrago 00:14
3 Thomas Gloag 00:23
4 Urko Berrade 00:44
5 Marcel Camprubì 01:44
6 Andreas Leknessund 02:01
7 Guillaume Martin 02:11
8 Chris Hamilton 02:39
9 Kevin Vermaerke 03:03
10 Sergio Samitier 03:17
Classifica Generale
1 Enric Mas 65:52:03
2 Primoz Roglic 01:37
3 Felix Gall 03:01
4 Richard Carapaz 05:17
5 Oscar Onley 06:03
6 Jakob Omrzel 07:06
7 Clément Berthet 07:57
8 Cristian Rodriguez 08:21
9 Mattias Skjelmose 09:06
10 Harold Tejada 10:27
Photo Cor Vos
Articolo scritto da Cesare Fabrizi
