Era il grande favorito, ma Mathieu Van Der Poel ha vinto in maniera non scontata e con molta più fatica del previsto. Infatti, in molti si aspettavano l’assolo decisivo attorno ai 40 km dalla conclusione, e così è stato anche oggi, con l’olandese che sul Paterberg si è disfatto dei suoi compagni d’avventura senza essere più ripreso. Diversa dagli anni scorsi, però, è lo svolgimento degli ultimi 40 km: se VDP ci ha da tempo abituato che, dopo aver staccato tutti i suoi avversari, la corsa è chiusa a doppia mandata e nessuno lo vede più fino al traguardo, questa volta la E3 Harelbeke, oltre ad averla “vinta” lui, la hanno soprattutto persa i 4 che erano al suo inseguimento, ovvero Hagenes, Florian Vermeersch, Dewulf e Abrahamsen. Il momento cruciale è stato quando di chilometri ne mancavano 2: l’ex campione del mondo, infatti, dopo aver fatto il vuoto, ha piano piano perso brillantezza e margine tanto che, poco prima dell’ultimo chilometro, il suo vantaggio era sceso ad appena 3”. A questo punto, proprio quando ormai sembrava spacciato, il capitano dell’Alpecin si è rialzato, per raccogliere energie in vista dello sprint. Proprio qui succede l’impensabile: Vermeersch, per risparmiare le forze, smette di tirare il drappello e così Van Der Poel, resosi conto di quello che stava accadendo, riprende immediatamente a pedalare, con gli avversari fermi in un empasse clamoroso che li condanna definitivamente, con Hagenes che vince la volata per il secondo posto battendo Vermeersch, terzo. Per l’imperatore (così è soprannominato) è una delle vittorie più clamorose e faticose della sua carriera, come testimonia la stanchezza accusata da lui dopo aver tagliato il traguardo.
Per VDP è la terza affermazione consecutiva ad Harelbeke, solo Raas, Van Looy e Boonen sono riusciti in questo risultato. Va detto però che l’olandese non potrà essere totalmente felice: nel corso degli anni, nelle classiche del nord, ci ha spesso abituato ad autentiche dimostrazioni di onnipotenza ciclistica, e la sensazione è che, se al posto dei quattro inseguitori ci fossero stati atleti di altra caratura o anche se Vermeersch non avesse commesso l’errore di saltare un cambio, oggi l’alfiere dell’Alpecin non sarebbe neanche salito sul podio. E così, se in vista della domenica di Pasqua la bilancia nel duello fra lui e Pogacar in ottica Giro delle Fiandre era in sostanziale parità, dopo l’impresa dello sloveno alla Sanremo e la gara di oggi vinta per il rotto della cuffia, le percentuali ora paiono essere decisamente sbilanciate a favore del portacolori della UAE.
ORDINE DI ARRIVO
1 Mathieu Van Der Poel 04:45:15
2 Per Strand Hagenes 00:03
3 Florian Vermeersch
4 Stan Dewulf
5 Jonas Abrahamsen
6 Tobias Lund Andresen 00:24
7 Christophe Laporte
8 Gianni Vermeersch
9 Mads Pedersen
10 Matteo Trentin
Articolo di Cesare Fabrizi
Photo: Alpecin Cycling
