Mai come negli ultimi anni, il Tour de France è LA corsa ciclistica, l’evento che, se sei nel pieno della tua carriera e se sei un corridore di prima fascia, non puoi assolutamente permetterti di perdere, e il fatto che sia la corsa del calendario World Tour che assegna più punti fa capire come tutte le squadre facciano all in sulla Grande Boucle, puntando lì tutte le proprie fiche, sperando in un ritorno in ottica di risultati.
Mai come quest’anno, infatti, lo star power del GT di luglio è clamoroso, con almeno 6-7 corridori che avrebbero buone possibilità di vincere il Giro e la Vuelta, visti i partecipanti degli altri due Grandi Giri negli ultimi anni. Partiamo subito con i due grandi favoriti: Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. Il campione del mondo è alla ricerca della sua quinta affermazione sulle strade francesi, che gli permetterebbe di raggiungere Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain come plurivincitore della corsa transalpina. D’altro canto, il suo eterno rivale quest’anno ha fatto filotto, vincendo tutte e tre le corse a tappe a cui ha partecipato (Parigi-Nizza, Giro di Catalogna e Giro d’Italia) con una dominanza clamorosa, tanto che, come dice anche lui, sembra essere la versione migliore di sé stesso.
In seconda fila, però, abbiamo dei ciclisti altrettanto clamorosi: Isaac Del Toro, compagno di squadra di Pogacar che quest’anno si è imposto nell’UAE Tour, nella Tirreno-Adriatico e nel Tour Auvergne-Rhone Alpes (nuova denominazione del Giro del Delfinato), Paul Seixas, al debutto in una corsa a tappe di tre settimane, che in questo 2026 si è aggiudicato Giro dei Paesi Baschi e Freccia Vallone, oltre ad aver fatto secondo al Giro dell’Algarve, alla Strade Bianche e alla Liegi Bastogne Liegi, in questi ultimi due casi dietro a Pogacar. Poi c’è Juan Ayuso, che è reduce da una stagione in cui, dopo il successo al Giro dell’Algarve, ha patito un brutto infortunio alla Parigi-Nizza che lo ha condizionato in primavera, ma che è parso in ripresa al Tour Auvergne-Rhone Alpes, chiuso al terzo posto. Capitolo Red Bull Bora: se Florian Lipowitz negli ultimi 13 mesi ha dimostrato una continuità clamorosa (è dal Giro del Delfinato dell’anno scorso che non scende dal podio nelle corse a tappe World Tour a cui partecipa e nello scorso Tour è arrivato 3°) Remco Evenepoel ha disputato finora una stagione buona ma non eccezionale, non in linea con le aspettative che si erano create in seguito al suo trasferimento lo scorso inverno: due anni fa, nonostante anche in quella situazione ci fossero più dubbi che certezze, centrò una più che ottima 3° piazza nella classifica generale all’esordio alla Grande Boucle, quest’anno si ripeterà?
Per quanto riguarda gli altri scalatori, sono tanti gli uomini che possono ambire alla top 10: Lenny Martinez, Riccitello, Carapaz, Vauquelin, Arensman, Skjelmose, Gee, Uijtdebroeks, Hindley, O’Connor, Paret-Peintre, Kuss, Tobias Johannessen, Storer, Pidcock: tutti uomini che hanno già ottenuto risultati importanti nelle corse a tappe più prestigiose, vincendole pure in alcuni casi.
Capitolo cacciatori di tappe e velocisti: anche qui abbiamo la crème de la crème, e faremmo prima a scrivere chi manca, come Van Aert, infortunato, o Jonathan Milan, che ha preferito puntare sul Giro. Da campioni del mondo come Van Der Poel, Pedersen, Alaphilippe, Kwiatkowski, passando per velocisti del calibro di Philipsen, Merlier, Kooij, Girmay, De Lie, Matthews, ci sono proprio tutti. Quello che è sicuro è che, come è successo negli ultimi anni, di tappe noiose ce ne saranno poche e che lo spettacolo sarà assicurato.
Articolo scritto da Cesare Fabrizi
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