Oggi, sabato 12 settembre, si svolge la ventesima tappa della Vuelta a España 2026, da La Calahorra al Collado del Aguacil, 186,8 km con cinque gran premi di montagna: Puerto de Los Blancares, 7,4 km al 3,6%; due volte il Puerto de El Purche, 8,2 km all’8,2%; il Puerto de El Duque, 7,4 km all’8,2%; e il Collado del Alguacil, 8,4 km al 9,8%, come arrivo. Circa 5.000 m di dislivello che potrebbero stravolgere la corsa spagnola. All’inizio della tappa, la Uno-X accelera in modo impressionante sfruttando il vento laterale con Tjøtta, Tiller, Kron, Leknessund, Dalby, Cort e Tobias Johannessen, oltre ad altri corridori come van Aert, Ivo Oliveira, Chamberlain, Miquel, Fisher-Black e Rouland. Dietro di loro, Thornely, Tuckwell, Castrillo, García Pierna, Romeo, Armirail, Kruiswijk, Nordhagen, De Pestel, Buitrago, Martin, Brenner e più di trenta corridori si staccano dal gruppo. Il gruppo della maglia rossa viene trainato dalla Movistar, che concede oltre sette minuti alla fuga e procede a ritmo moderato. A 97 km dall’arrivo, Kuss parte da solo. Tre chilometri dopo, Richard Carapaz rompe gli indugi e, un chilometro più avanti, raggiunge l’americano della Visma. In cima al primo Puerto de El Purche, Gall, Roglič e Mas raggiungono la coppia Kuss-Carapaz. Nella discesa, Albanese, Mackellar, Kruijswijk e Brennan attendono i loro capitani e trascinano il gruppo dei favoriti. Nel secondo Puerto de El Purche, Mackellar e l’olandese della Visma impongono un ritmo sostenuto. A 64,5 km dal traguardo, il suo compagno di squadra porta a termine il lavoro e Kuss se ne va da solo: nessuno lo segue e De Pestel trascina il gruppo della maglia rossa. In questa salita, Wout van Aert conquista i dieci punti della classifica della montagna e si porta a sedici punti dal leader Santiago Buitrago; per indossare la maglia a pois, dovrebbe conquistare i dieci punti del Puerto de El Duque e arrivare a meno quattro al traguardo, un obiettivo molto difficile da raggiungere per il fiammingo. A 59km dal traguardo, ancora un attacco di Carapaz: l’ecuadoriano della EF cerca ancora una volta di staccare i suoi avversari, ma senza successo. Quattro chilometri dopo, Landa raggiunge la testa della corsa. Prima dell’Alto del Duque, García Pierna, Thornley, Vermeersch e Juan Felipe Rodríguez vengono ripresi dal gruppo della maglia rossa. A 38km dall’arrivo, Debruyne riprende la testa della corsa; Kuss ha più di due minuti e mezzo di vantaggio sul gruppo della maglia rossa e sei su Onley e Omrzel. Il belga dell’Alpecin-Premier Tech accelera in modo impressionante insieme a Tobias Johannessen e Landa. Sul Puerto de El Duque, la Red Bull-Bora e Juan Felipe Rodríguez impongono un ritmo infernale, ma Roglič non attacca. A 34,3 km, Carapaz accelera ancora, ma senza risultati. Il suo compagno di squadra torna sul gruppo e, un chilometro più avanti, lancia ancora una volta il suo capitano. L’ecuadoriano ha una determinazione incredibile, ma hanno la stessa velocità. A 27,8 km dal traguardo, stessa mossa di Carapaz che ha dato il massimo, ma senza alcun risultato. Pochi chilometri dopo, Kuss raggiunge Wout van Aert: l’americano ha più di quattro minuti di vantaggio sul gruppo della maglia rossa. Nella parte finale del Puerto de El Duque, Romeo aspetta Mas e trascina il gruppo della maglia rossa, che accusa un ritardo di oltre nove minuti dalla testa della corsa. Shaw viene ripreso dal gruppo della maglia rossa e l’inglese trascina il gruppo; all’inizio dell’ultima salita, invece, Kuss ha più di cinque minuti di vantaggio su Mas e sugli altri favoriti, con Nordhagen e van Aert come ottimi gregari. A 7km dal traguardo, Landa attacca; Tobias Johannessen lo segue per 200 m, ma perde metri importanti. A circa 4 km dal traguardo, Gall attacca insieme a Mas e i due guadagnano oltre venti secondi su Roglič e Carapaz. Dopo tre settimane da dimenticare, Mikel Landa conquista la tappa regina della Vuelta a España 2026. Per il basco si tratta della diciassettesima vittoria in carriera, 1862 giorni dopo l’ultima, la vittoria nella classifica generale alla Vuelta a Burgos nel 2019. Ancora un secondo posto per Tobias Johannessen, il settimo del 2026; terzo Debruyne, quarto Miquel, quinto Berrade, sesto Hirt, settimo e ottavo Nordhagen e Kuss, a 4:35, che hanno stravolto la classifica generale a favore dell’americano; nono Calzoni e a chiudere la top ten Lorenzo Fortunato. Fuori dalla top ten, Vermaerke, Widar e Gall a 6:37, Mas a 6:54; Roglič rischia il secondo posto, ma riesce a salvarsi a 7:32, Carapaz paga gli sforzi di una giornata folle a 8'31“, Onley chiude a 10'19”, Omrzel a 10'26“, Cristián Rodríguez a 10'32”, Martin e Berthet a 10'38“, Tejada a 11'07” e debacle per Skjelmose a 25'20". Enric Mas conquista l’81ª edizione della Vuelta a España con 2'15“ di vantaggio su Roglič, 2'44” su Gall, 6'54“ su Carapaz e 8'45” su Kuss che, partito dall’undicesima posizione, chiude al quinto posto. Wout van Aert conquista la maglia verde, Buitrago quella a pois e Onley è il miglior giovane.
Ordine d'arrivo
1 Mikel Landa SOQ 4:58:01
2 Tobias Halland Johannessen UXM +00:47
3 Ramses Debruyne APT +01:24
4 Pau Miquel TBV +03:00
5 Urko Berrade EKP +04:12
6 Jan Hirt NSN +04:18
7 Jørgen Nordhagen TVL +04:35
8 Sepp Kuss TVL +04:35
9 Walter Calzoni Q36 +04:48
10 Lorenzo Fortunato XAT +04:53
Classifica generale
1 Enric Mas MOV 70:56:58
2 Primož Roglič RBH +02:15
3 Felix Gall DCT +02:44
4 Richard Carapaz EFE +06:45
5 Sepp Kuss TVL +08:45
6 Oscar Onley NEI +09:28
7 Jakob Omrzel TBV +10:38
8 Clément Berthet GFC +11:41
9 Cristián Rodríguez XAT +11:59
10 Harold Tejada XAT +14:40
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✍️ Martino Lasagna
