SHANGHAI – L'Italia fa bottino d'argento. Nella sessione pomeridiana di giovedì 15, il velodromo cinese ha incoronato i quartetti azzurri, capaci di conquistare due secondi posti di altissimo profilo nelle finali dell'inseguimento a squadre, specialità che nel 2021 regalò ai maschi lo storico oro olimpico a Tokyo.
Sono stati proprio gli uomini a rompere il ghiaccio nella finalissima per il titolo iridato, opposti alla corazzata della Danimarca, reduce da tre trionfi mondiali consecutivi nelle passate rassegne mondiali. Il treno azzurro composto da Filippo Ganna, Jonathan Milan, Francesco Lamon e Alessio Magagnotti ha disputato una prova solida e generosa, fermando il cronometro a un ottimo 3’45”596, corso a oltre 63 km/h di media. Un tempo eccellente, che tuttavia non è bastato a contenere i danesi: i freschi campioni del mondo hanno letteralmente volato sulla pista cinese, sfiorando il record del mondo con un fantascientifico 3’40”865. Il podio maschile è stato completato dalla Gran Bretagna, medaglia di bronzo, che ha lasciato la Francia giù dal podio al quarto posto.
Subito dopo è arrivata la splendida conferma del settore femminile. Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini si sono arrese solo in finale a una straordinaria Gran Bretagna. Le azzurre sono cambiate in testa in avvio di gara, ma la progressione delle britanniche alla distanza ha scavato il solco decisivo, costringendo l'Italia a chiudere con il tempo di 4’09”967. Una medaglia che premia tutto il gruppo e che finirà al collo anche di Martina Alzini, preziosissima nel turno di qualificazione. Sul podio anche la Germania, che ha battuto di pochi decimi l’Olanda per il bronzo.
Questi due argenti non solo sbloccano il medagliere dell'Italia in questa rassegna iridata, ma garantiscono anche un tesoretto di punti fondamentali nella rincorsa verso la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
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Articolo di Alessandro Mina
