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LA FIGURA DEL PROCURATORE SECONDO ALEX CARERA


Il procuratore dei campioni ci racconta la sua esperienza nel mondo del ciclismo

Notizie varie 02/11/2026
LA FIGURA DEL PROCURATORE SECONDO ALEX CARERA

Da quasi trent'anni Alex Carera vive nel mondo del ciclismo; in questa intervista ci racconterà la sua storia, le sue emozioni e le sue vittorie, con un pronostico sulla stagione che verrà, senza ovviamente dimenticarsi di un certo Tadej Pogačar.

 

Hai intrapreso questa carriera tanti anni fa ormai, quanto è cambiato il ciclismo da allora e quanto sei riuscito tu a cambiarlo?

 

Ho iniziato ad essere agente nel 1997, il ciclismo è sicuramente cambiato molto in tante fasi e in tante evoluzioni, sicuramente il cambiamento più significativo è stato dopo il 2020, dopo la pandemia, dove gli atleti sono riusciti a performare in età veramente precoce rispetto al passato e tutto il movimento in generale; infatti il numero degli atleti under 23 nei primi cento al mondo è salito in maniera vertiginosa, mentre prima non era così. 

Dal mio punto di vista, un agente può cambiare, ma può cambiare poche cose, sicuramente sono stato il primo a introdurre tanti anni fa i contratti preliminari, quindi l'impegno tra le parti prima di firmare il contratto ufficiale UCI, pre contract come vengono definiti in inglese. E poi ovviamente, sono stato il primo nel 2023 a fare un’operazione che ha portato alla rottura di un contratto esistente e allo spostamento del contratto da una squadra all’altra. C’erano stati anche in passato, ma il “caso Uijtdebroeks” è stato quello che ha aperto la nuova mentalità al mondo del ciclismo. Penso di non avere cambiato il ciclismo, più che altro cambiato il ruolo dell’agente, perché oggi l’agente è una figura riconosciuta e rispettata, i primi anni di attività non era così.

 

Qual è stata l’emozione più grande nella tua carriera da procuratore?

 

Le emozioni sono state tante, diciamo che ne ricordo due in particolare che sono a distanza di molti anni. La prima nel 1999, quando un giovanissimo Damiano Cunego ha vinto, in casa, il campionato del mondo della categoria juniores. Erano i primi anni della mia attività, quindi le emozioni erano ancora più forti. E poi, devo dire che mi sono emozionato moltissimo quest’anno con la vittoria di Tadej Pogačar alla Milano - Sanremo, perché è stata una rincorsa fortissima ad un traguardo durato anni, e dopo tanti anni che ci è andato vicino; ma poi com’è avvenuta, la caduta, la rimonta, lo scatto e infine la volata, quindi direi che è stata un’emozione estremamente forte. In generale, comunque, le emozioni più forti arrivano sempre dalle corse di un giorno rispetto alle corse a tappe dove l’emozione è diluita nell’arco di tre settimane. 

 

Si è da poco conclusa la stagione, qual è la tua analisi e il tuo bilancio?

 

Il bilancio generale della mia agenzia, della A&J Allsports, è stato sicuramente un bilancio molto positivo perché gli atleti ci hanno regalato non soltanto tre Monumento e due grandi giri, da Paula Blasi a Tadej Pogačar, ma anche il podio e la maglia bianca al Tour de France con Isaac Del Toro e la maglia bianca con Alfonso Eulálio al Giro, ma anche tante altre soddisfazioni in altre gare. In generale la soddisfazione più grande è vedere la felicità negli occhi di ogni singolo atleta, quando lo chiami o quando comunichi con lui… hai costruito un rapporto solido che dura nel tempo. 

 

Una domanda che ti faranno in molti, quando hai capito che Tadej non era soltanto un fenomeno ma sarebbe diventato uno dei migliori, se non il migliore della storia?

 

Io credo che già nel 2019, quando è passato a professionista, ha fatto delle cose fuori dal comune e che quindi non era soltanto il campione del momento ma un atleta che poteva cambiare il ciclismo. Io penso che Tadej è diverso rispetto agli altri non perché ha vinto cinque Tour de France, cinque Lombardia, Sanremo, Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi,  Giro d’Italia,  Mondiali ed Europei, ma il suo modo di correre. Fino all’arrivo di Tadej nessuno poteva immaginare un attacco da lontano a venti, trenta, quaranta, cento chilometri dal traguardo e quindi ha obbligato gli altri corridori a cambiare il modo di correre e obbligato tutti i tifosi a cambiare le loro abitudini, non collegandosi davanti alla TV per gli ultimi dieci chilometri ma due ore prima, e quindi ha rivoluzionato anche il modo di comunicare attraverso il ciclismo. 

 

Considerando anche il mercato per la prossima annata, secondo lei chi potrà sorprendere, sia team che corridore?

 

Guarda io credo che innanzitutto la squadra che ha fatto un mercato eccezionale sia stata la NSN. Ovviamente anche la LIDL, però direi che la LIDL sia già una corazzata, con un budget molto importante, quindi la NSN me la aspetto come la squadra che potrebbe essere la rivelazione della stagione 2027. Per quanto riguarda gli atleti, bisogna sempre puntare sui ragazzi giovani, perché sono loro che possono sorprendere, direi che mi aspetto un salto di qualità, al secondo anno, da Simone Gualdi. Credo sia un ragazzo molto talentuoso e già quest’anno si è messo in luce con la sua Lotto Intermarché, è un ragazzo estremamente promettente. 

 

Alex grazie ancora per la disponibilità

 

Grazie e arrivederci

 

✍ Edoardo Clarichetti

📸 Profilo Facebook di Alex Carera