A Orcieres-Merlette va in scena la classica tappa da fuga prima delle grandi montagne. E così, il primo dei tre arrivi in salita alpini se lo aggiudica Richard Carapaz, reduce della fuga della prima ora, dopo aver staccato e battuto, sull’ultima ascesa di giornata, valenti scalatori come Mauro Schmid (2°), Matteo Jorgenson (3°), Valentin Paret-Peintre (4°), Tobias Johannessen (5°) e Raul Garcia Pierna (6°). Un colpo quadruplo per l’ecuadoriano che, oltre alla vittoria di tappa, la sua seconda in carriera al Tour e la prima della Grande Boucle della sua squadra, la EF, sale in 10° posizione nella classifica generale, guadagna punti in quella della maglia a pois (è terzo a soli 7 punti da Pogacar) e ottiene l’ennesimo dorsale rosso di combattivo di giornata (molto probabilmente otterrà il premio di super combattivo domenica sugli Champs-Élysées).
Quella di oggi è stata una giornata molto importante su tanti fronti: in primis, naturalmente, per la vittoria di tappa, che si sono potuti giocare gli scalatori che sono riusciti a entrare in fuga (prima frazione di media o alta montagna di questa Grande Boucle in cui non si sono dati battaglia gli uomini di classifica), ma anche in ottica maglia verde e maglia a pois. Ma andiamo con ordine: Come sempre succede, fin dai primissimi chilometri ci sono tanti tentativi di attacco da lontano, con il primo GPM di giornata, la Côte d’Engins, che è stata il trampolino di lancio perfetto per gli attaccanti. E sin da qui vediamo uno dei leitmotiv della giornata, la lotta per i punti dei Gran Premi della Montagna tra Valentin Paret-Peintre e Richard Carapaz, con il francese capace di battere l’alfiere della EF su tutte le salite tranne sull’ultima, la più importante, quella che consegnava il successo di tappa.
Dopo tanti chilometri di attacchi e contrattacchi, si formano due gruppi di “fughisti”: quello principale davanti, di 14 uomini (tra cui, oltre i 6 sopracitati che si giocheranno la tappa sull’ultima salita, c’è anche il duo della INEOS Bernal-Arensman e la maglia verde Mads Pedersen) e quello inseguitore, composto da 14 elementi, che arriverà ad avere al massimo solo una ventina di secondi dalla testa della corsa, senza riuscire a colmare il gap. Proprio per il leader della classifica a punti, Pedersen, è una giornata molto importante: il danese, infatti, dovrà resistere a ben tre salite classificate prima di poter sprintare al traguardo volante posto a -56 km dall’arrivo, portandosi così a 32 punti di vantaggio sul più diretto inseguitore, Jasper Philipsen. L’obiettivo ormai è vicino.
A 46,6 km dall’arrivo, c’è un altro snodo cruciale della giornata: allungo di Jorgenson, Johannessen e Enghelardt, Schmid e Garcia Pierna, che vengono poco dopo seguiti da Carapaz e Paret-Peintre. Engelhardt perde subito contatto, e così, a giocarsi la tappa, rimangono gli altri sei battistrada. Sono loro a giocarsi la vittoria sull’ultima salita, quella di Orcieres-Merlette: i primi 2 km e mezzo sono molto tranquilli, quasi in surplace, i battistrada, forti del vantaggio che hanno sugli altri attaccanti e sul plotone, si studiano. Ad accendere la miccia, ai -4,5 km, è Jorgenson che, non avendo nello scatto secco un’arma, cerca di allungare e di andare via di passo, Garcia Pierna va in difficoltà ma rientra in seguito al rallentamento. Ai -4,1 km c’è la prima rasoiata di Carapaz, a cui resiste solo Paret-Peintre, che però è visibilmente al limite. I due rallentano, rientrano Schmid e Jorgenson, mentre Johannessen e Garcia Pierna si staccano definitivamente. Ai -3,4 km, Carapaz si sposta sulla destra della strada, in modo da non poter dare scia agli avversari: è la mossa decisiva. Il campione olimpico scatta per la seconda volta, i compagni di fuga, non avendo la sua scia, non riescono a seguirlo, lui crea gap e si invola, in mezzo alla folla che, anche oggi, è stata molto presente, verso una vittoria più volte cercata in questo Tour e che finalmente arriva. Gli ultimi 3 km sono una marcia trionfale per la Locomodora del Carchi, che infligge 45” a Schmid e Jorgenson (2° e 3°), 1’14” a Paret-Peintre, 1’57” a Tobias Johannessen, 2’12 a Garcia Pierna, 4’30 a Castrillo e 4’35” al gruppo maglia gialla, composto da soli venti uomini e chiuso da Jay Hindley, 20° a 4’39”. La classifica generale varia solo per quanto riguarda la 10° posizione, occupata adesso da Carapaz.
ORDINE DI ARRIVO TAPPA 18
1 Richard Carapaz 04:26:21
2 Mauro Schmid 00:45
3 Matteo Jorgenson
4 Valentin Paret-Peintre 01:14
5 Tobias Halland Johannessen 01:57
6 Raul Garcia Pierna 02:12
7 Pablo Castrillo 04:30
8 Lenny Martinez 04:35
9 Remco Evenepoel
10 Tom Pidcock
CLASSIFICA GENERALE
1 Tadej PogaΔar 64:35:13
2 Remco Evenepoel 04:32
3 Isaac Del Toro 06:51
4 Pail Seixas 07:11
5 Juan Ayuso 09:22
6 Mattias Skjelmose 10:14
7 Lenny Martinez 12:50
8 Tom Pidcock 12:58
9 Jordan Jegat 14:04
10 Richard Carapaz 21:00
CLASSIFICA A PUNTI
1 Mads Pedersen 477
2 Jasper Philipsen 445
3 Biniam Girmay 361
CLASSIFICA GPM
1 Tadej Pogacar 70
2 Valentin Paret-Peintre 69
3 Richard Carapaz 63
CLASSIFICA MIGLIOR GIOVANE
1 Isaac Del Toro 64:42:04
2 Pail Seixas 00:20
3 Juan Ayuso 02:31
Articolo scritto da Cesare Fabrizi
