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I VOTI DELL'AVVOCATO: PAGELLONE FINALE DEL TOUR 2026

Tour de France 26/07/2026
I VOTI DELL'AVVOCATO: PAGELLONE FINALE DEL TOUR 2026

 

Pogacar: 10. Come si potrebbe dare un voto diverso a uno che vince dominando il suo quinto Tour, dando costantemente l'impressione di un controllo assoluto, tecnico e psicologico, sugli avversari? Fa sembrare normale quello che per tutti gli altri sarebbe eccezionale. Tuttavia, lo confesso, inizio un po' ad annoiarmi. Prevedibile.

Evenepoel: 9,5. Passo avanti del belga che, complici anche i ritiri altrui, scala al secondo posto del podio. Tour solido quello di Remco, che sembra apparecchiare una futura vittoria, quando il Re e suo fedele scudiero vichingo avranno appeso la bici al chiodo. A patto che i Seixas e i Del Toro non si mettano a fare i Pogacar... Speranzoso.

Del Toro: 9. Primo Tour, vittoria di tappa e podio. Che avesse i geni del campione l'avevamo già capito dall'anno scorso, ma un podio al primo Tour è roba per pochi. Futuribile.

Seixas: 9. A diciannove anni fa quarto nella corsa più importante e stressante del mondo. Nuovo Hinault? Ai posteri l'ardua sentenza.

Lenny Martinez: 8,5. Partiva per una vittoria di tappa e finisce in top-five. Talento di famiglia per il nipote e figlio d'arte. Di la dalle Alpi per il futuro son messi benino.

Carapaz: 8. Classe e resilienza per lo scalatore ecuadoriano. Alzi la mano chi una settimana fa avrebbe previsto due tappe e maglia a pois. La locomotiva tira e quasi tutti gli altri son vagoni . Campione.

Tiberi: 2. Doveva far classifica, finisce per fare la (s)comparsa. Rimandato 

Caruso: 6. Finisce il Tour e conclude la carriera ai Campi Elisi, mantenendo la parola data. 

Bernal:4,5. Da un ex vincitore mi aspettavo un che in più.

Jegat:7 finisce nuovamente in top-ten replicando il risultato dello scorso anno. Ha raggiunto forse il massimo, è tempo (forse) di cambiare obiettivi.

Pidcock: 7,5. Una top ten al Tour ti proietta certo in un'altra dimensione. Ora però arriva il difficile: bisogna confermare. 

Adam Yates: 5. Va bene che partiva come gregario di sua maestà però dallo scienziato mi aspettavo un protagonismo maggiore. 

Halland Johannessen: 6- Dopo la top -ten dell' anno scorso finisce onorevolmente fra i primi quindici . Certamente non il risultato aspettato . La riprova che se non sei Tadej o Jonas, dopo un buon Tour è meglio cercare conferme altrove (vedi: Giri d'Italia). Rimandato.

Pedersen 9: viene per le tappe e vince la tappa. Viene per la maglia verde e vince la maglia verde. Come a biliardo: buca dichiarata vale di più. Fenomeno .

Piganzoli:7. Dopo un ottimo Giro si presenta nel palcoscenico più desiderato ed entra subito fra i primi 15 e sempre partendo da gregario. Lo confesso, ho un debole per Davide. Forte oggi, fortissimo (si spera) domani. Non sarà Seixas ma tanto tanto lontani non siamo.

Vingegaard: 9 . Al coraggio ( di tentare la sfida al re dopo aver stravinto il Giro) e alla sfortuna (che ogni volta ci mette lo zampino). Intanto è triplo-coronato, insieme ad un manipolo di fenomeni. Scusate se è poco 

Alaphilippe:5 l'età è quello che è ma il moschettiere non punge nel suo (ipse dixit) ultimo Tour. 

Arensman: 5 l'olandese amante del Giro, dopo una bella corsa rosa non ripete gli exploit transalpini dello scorso anno. Troppo caldo per un amante del fresco? 

Kuss: 6 il mio debole per il buon americano mi fa apprezzare ancora di più chi ha avuto la più che brillante idea di piazzare una rete nel punto giusto. Per fortuna. Sepp, ti voglio bene.

Storer: 4. Si vede che il Giro gli si confa meglio. Impalpabile.

Kooij: 7 sblocca il contatore della Decathlon in attesa che il suo bel più atteso compagno Paul si prenda la scena. 

Martin & Barguil: 3. Alzi la mano chi li ha mai visti. Ops, scusate, qualche volta sono stati inquadrati. Si, nei fondacci del gruppo.

Simmons & Vacek: 10 Se mi trovate due gregari migliori di loro vi pago una pizza 

Skjelmose &Ayuso 7,5: fanno coppia in tutto nel Tour. Di leaderato (non si capisce chi fra i due sia il vero capitano e chi il vice) e di classifica (sesto e settimo, siamo lì). Tempo di dirottate gli obiettivi di qua dalle Alpi.

Van Der Poel 8 una vittoria di tappa prima della mostruosa chicca finale sui campi Elisi. Se voleva uno scalpo prestigioso su questo Tour l'ha portato a casa. Bravo'.

Philipsen: 7 un punto in meno è quello che passa fra una vittoria ai Campi Elisi e un se condo posto.

Ganna: 5,5 Sfiora la maglia gialla ma delude a crono. Pippo, riprovaci. 

Articolo scritto da Mario Delitala