Siamo giunti alle ultime due gare del mondiale, ma la rassegna iridata ha già offerto sul menù ottime pietanze come pessime pietanze, per questo motivo è utile dare un giudizio riguardo a questa settimana. Per l’occasione si seguirà un climax ascendente: dal voto peggiore al migliore. Vista la formula, qualcosa sicuramente non potrà essere menzionato o giudicato, ma può essere comunque occasione di commento anche vostro.
· VOTO 0 al commissario tecnico della nazionale spagnola juniores: passare a quella velocità i ciclisti è inqualificabile e non giustificabile. Eleuterio Anguita Hinojosas pensava di stare gareggiando in un rally? Si parla tanto di sicurezza, poi sono gli stessi ex ciclisti che non rispettano neanche il minimo senso comune. SPORT SBAGLIATO.
· VOTO 1 all’asfalto di Montréal: è inconcepibile che l’asfalto di un circuito mondiale sia per lo più rattoppato, anche male. Ciò si nota fin dal primo giorno, dalla cronometro maschile, dove i ciclisti dovevano stare attenti anche a evitare le toppe. Anche nel circuito in linea ci sono gli stessi problemi. Se la città è magnifica sotto diversi punti di vista, quest’aspetto però abbassa nettamente il giudizio. LA TOPPA PEGGIO DEL BUCO.
· VOTO 2 all’organizzazione delle cronometro: durante le cronometro, se si fossero seguite solo le immagini, non si sarebbe potuto comprendere alcunché, sia per una scarsa conoscenza di ciclismo da parte della regia, sia per la scelta a priori di far partire anche i migliori tutti vicini. Ciò è evidente durante la gara della cronometro élite, dove si è visto ben poco dei ciclisti migliori, poiché l’ordine di partenza prevedeva 1’30” tra i corridori: se questo è sensato per i primi, non lo è per chi parte per ultimo, poiché in regia si sono trovati a gestire più di 30 ciclisti in strada. QUANDO SI SEGUE MEGLIO DAL LIVE TIMING.
· VOTO 3 alla “kermesse” della mixed relay: corrono in quindici nazionali, ma di livello sono solo in cinque. Mancano al via anche nazionali forti e storiche come Belgio e Paesi Bassi per scelta. Al momento tale manifestazione, sebbene assegni medaglie mondiali, non viene considerata dai più forti. Giunta alla settima edizione, non so quanta possibilità abbia di aumentare il proprio valore, visto che ogni anno sembra persino diminuire l’interesse. LA GARA TRASCURATA.
· VOTO 4 alla nazionale italiana di pallavolo maschile: perché finisce un altro sport nel pagellone? Perché la loro eliminazione non preventivata ai quarti causa la mancanza di diretta TV del mondiale juniores in linea femminile. Se, come siamo abituati a vedere, avessero vinto contro la Finlandia, la loro semifinale sarebbe andata su Rai 2, con la partita di calcio su Rai 1, e quindi ci sarebbe stata la possibilità di liberare il canale 58 al ciclismo. E invece, per una volta, anche loro diventano umani e perdono, comportando la diretta Rai solo su RaiPlay. Il voto sarebbe per la Rai, che nel 2026 non sa gestire una programmazione, ma con loro ormai siamo abituati, mentre con la pallavolo eravamo invece disabituati alla delusione. Il peccato è che, per vedere la gara delle giovani ragazze, si è stati costretti a seguirla in streaming. PER UNA VOLTA UMANI.
· VOTO 5 al cambio elettronico di Cameron Rogers: durante il mondiale a cronometro l’australiano nipote d’arte ha avuto svariati problemi per tutta la gara al cambio e alla catena, concludendo la prova con una bici da strada e un ritardo di 3’34”. Senza tali problemi, probabilmente sarebbe arrivato almeno nei cinque. Durante la gara è stato veramente nervoso, ha maltrattato quasi la bici, in una situazione molto stressante. Sono ragazzi, sono esseri umani: una scena brutta da vedere, ma molto umana, comprensibile seppure non bella. Il problema sono alcuni articoli che parlano persino di “show”: quando si spettacolarizzano in questo modo il nervoso e il fallimento altrui, si perde di humanitas. TRA MELTDOWN E RISPETTO.
· VOTO 6 alla nazionale italiana: al momento la nostra spedizione ha conquistato un oro e tre argenti, però i risultati erano abbastanza prevedibili. Ganna ormai può ottenere solo il secondo posto, un grande risultato, ma non può andare oltre, non per demeriti suoi: alla fine è già il quarto di sempre per podi al mondiale. Nicolas Milesi era preventivato a medaglia fin dalla vigilia e lotta per l’oro, ma alla fine ottiene un ottimo secondo posto, seppure sia necessario dire che lui è all’ultimo anno della categoria. Ottima prova per Matilde Rossignoli, capace di giocarsi la vittoria fino alla fine nella gara juniores, poiché non sbaglia nulla tatticamente e ottiene un più che buono argento. L’oro è stato conquistato nella staffetta mista, una gara sottovalutata da molti, ma che noi intelligentemente corriamo con i più forti, una scelta intelligente in base al nostro livello e alle nostre prospettive, ma che ha come contraltare il fatto che non siamo tra i più forti, come quando una nazionale calcistica pensa e dà tutta se stessa per vincere una competizione come la Nations League perché sa che, quando conta veramente, difficilmente potrà ottenere qualcosa. Il miglior risultato, però, probabilmente non è stata una medaglia, ma il quarto posto alla cronometro di Elisa Longo Borghini, che è andata veramente vicina a una medaglia inaspettata, considerando che lei aveva come miglior risultato in una crono mondiale un nono posto. Il peggior risultato è stato ottenuto nella gara in linea femminile under 23, l’unica gara in cui abbiamo partecipato dove non siamo stati capaci di entrare in top 10, visto che nella cronometro, sempre della stessa categoria, non avevamo nemmeno un’atleta presente: scelta strana, di cui non trovo nemmeno le motivazioni. Spero non sia questione di costi, perché a quel punto potevamo risparmiare evitando di mandare i social media manager lì? SENZA INFAMIA E SENZA LODE.
· VOTO 7 a Ryan Gal: non considerato nemmeno fra i favoriti per la medaglia del campionato mondiale a cronometro under 23, riesce a conquistarla partendo a metà e quindi senza rilevamenti altrui. La sua prova è un crescendo assoluto che lo porta al trionfo. È ancora senza contratto per il prossimo anno e corre in una squadra continental normalissima, non in una qualsiasi Devo: questo dimostra che si può vincere e ottenere risultati anche fuori dal sistema principale. Lui, scartato dalla Devo della Picnic, si è preso la rivincita. LA GIORNATA DELLA VITA.
· VOTO 8 a Paul Seixas: ottiene già un podio mondiale da giovanissimo, al secondo anno tra i professionisti, quando potrebbe essere considerato ancora secondo anno under 23. La sua cronometro è stata perfetta, nessuna sbavatura, guida il mezzo come pochi e conquista il bronzo, che al momento può valere come l’oro. Intanto ha conquistato il bronzo, ha iniziato la collezione anche fra i professionisti: ora l’obiettivo diventa almeno l’argento domani. LA LUCE PIÙ BELLA DELLA FÊTE DES LUMIÈRE.
· VOTO 9 al proiettile umano e all’elefante volante: Remco Evenepoel e Marlene Reusser, due ciclisti con caratteristiche diversissime, ma nati per le cronometro. Il belga conquista il quarto titolo mondiale consecutivo, eguaglia come numero Cancellara e Tony Martin, i quali però non erano mai stati capaci di vincerne quattro consecutivi. La svizzera arriva alla seconda medaglia d’oro al mondiale, conquistata anche questa consecutivamente. L’AERODINAMICA E LA POTENZA.
· VOTO 10 ai figli di: Benjamin Noval e Ashlin Barry, i due volti protagonisti fra le gare maschili giovanili di questa settimana. Il primo conquista due medaglie d’oro fra gli juniores, mentre il secondo compie la prestazione della vita nella gara in linea under 23 al primo anno nella categoria, con una lunga fuga e con un assolo finale veramente lucente, nella giornata del suo compleanno. Bisogna anche sottolineare come essere figli di sia da una parte un vantaggio dall’altra uno svantaggio, come ogni aspetto, fra mezzi e opportunità migliori, ma anche aspettative e pressioni. Forse la loro situazione è quella migliore, perché i loro genitori erano sì forti, ma non dei campioni, come possono diventare proprio loro. QUANDO I FIGLI SUPERANO I GENITORI.
Articolo scritto da Cristian Bortoli
